“La vita di un pompiere americano” di Edwin Porter,1902
“La grande rapina al treno” di Edwin Porter, 1903
Il metraggio delle pellicole comincia a essere maggiore, la durata dei film comincia a fissare lo standard a 15 minuti circa.
“La grande rapina al treno” è il film che ha dato inizio al genere western.
La trama è costituita da tre momenti cardine:
rapina
inseguimento
cattura dei banditi
Sono presenti due movimenti di macchina che si effettuano autonomamente seguendo i movimenti dell’azione:
– il primo avviene quando la cinepresa segue i banditi sul locomotore in movimento;
– la seconda è una panoramica da destra verso sinistra, che in campo lungo mostra i banditi che scappano nel bosco.
Interessante il ricorso alla profondità di campo quando i passeggeri scendono dal treno, la camera inquadra la scena da una posizione angolata, che ne risalta la prospettiva, aiutata anche dalle linee di fuga dei binari a terra. Quando uno dei passeggeri fugge dal gruppo allineato sui binari e corre verso la macchina da presa viene esaltata la tipologia della ripresa.
Secondo Rudolph Arnheim, le linee diagonali accentuano la tensione visiva dell’immagine.
In questa inquadratura causa ed effetto sono rappresentati contemporaneamente:
1 – il passeggero che fugge dalla fila,
2 – il bandito che gli spara,
3 – il passeggero che cade a terra colpito.
L’evento drammatico di maggior rilievo è posto in uno spazio privilegiato. Anche nel cinema americano classico si seguiva la stessa impostazione.
Ci sono anche due effetti di quadro nel quadro:
- il primo quando all’inizio del film i banditi irrompono nell’ufficio della postazione di rifornimento del carbone, dalla finestra aperta si possono osservare i treni che scorrono all’esterno;
- il secondo quando i banditi, saliti di nascosto sul treno durante il rifornimento del carbone, assaltano il vagone con l’ufficiale che protegge i soldi. In questa inquadratura è il paesaggio a scorrere attraverso l’apertura del vagone. Non solo si dà la sensazione che il treno sia in movimento, ma s’incrementa l’effetto realistico della scena aumentando la tensione narrativa. Ovviamente il paesaggio attraverso il finestrino del treno è stato filmato utilizzando la tecnica del trasparente.
Il primo piano di Barth, il bandito che spara verso la macchina da presa al termine del racconto, in realtà non è un primo piano, ma un mezzo primo piano o mezza figura. Questa inquadratura è stata girata con la consapevolezza di creare una sorta di imbarazzo e provocazione al pubblico. Dalle indicazioni di montaggio, questa scena poteva essere posizionata anche all’inizio, perché non ha un ruolo narrativo all’interno della storia.

In “Entr’acte”, film dadaista, è il cannone a sparare contro la macchina da presa.
“La banda di Pig Halleys” David Wark Griffith, 1912
In questo film, che anticipa il genere ganster, Griffith mostra l’uso cosciente nel riprenderei personaggi su piani differenti, posizionandoli anche ai margini dell’inquadratura e sfruttando il fuori campo sapientemente. Spesso in un’inquadratura si possono comprendere gli esiti di un evento determinato, uno conseguenza dell’altro.

“La ragazza e la sua buona fede” di David Wark Griffith, 1912
L’esordio sembra uno spot pubblicitario alle cannucce per evitare di bere le bevande direttamente dalla bottiglia.
Possiamo notare:
- movimenti di macchina
- montaggio alternato
- raccordi di movimento
- contemporaneità degli eventi all’interno della stessa inquadratura.

“Suspence” della regista Lois Weber, 1912
In questo film notiamo l’impiego di:
- montaggio alternato
- l’uso dei margini dell’inquadratura per aumentare la tensione
- la semi-soggettiva della madre che guarda al piano di sotto da una finestra, con conseguente inquadratura del ladro che guarda verso l’alto; semisoggettiva anche quella del marito che osserva i suoi inseguitori dallo specchietto dell’auto in corsa; la semi-soggettiva del dettaglio che permette di leggere il messaggio lasciato dalla governante;
- l’uso ripetuto della contemporaneità di tre eventi all’interno della stessa inquadratura grazie a una divisione in cui possiamo vedere:
- nella parte sinistra il ladro che ascolta la telefonata, nella parte centrale il marito che avverte la moglie del ritardo, nella parte destra la moglie che ascolta l’avviso del marito.
- Nella parte sinistra il ladro che trova la chiave per entrare in casa, al centro il marito che riceve la telefonata d’emergenza della moglie, a destra la moglie che chiede l’intervento urgente del marito.
- punti di vista angolati
- linee diagonali
- soggettiva accentuata dall’uso del mascherino.

Scena: è costituita dall’insieme di un certo numero d’inquadrature che mostrano la rappresentazione in continuità di un evento in un certo spazio per un certo tempo. Ogni inquadratura ci mostra un determinato piano di ripresa costituito da diversi punti di vista, l’inquadratura si dà attraverso la cornice, che delimita l’immagine. Le inquadrature possono durare pochi secondi o diversi minuti, quindi le inquadrature possono essere notevolmente diverse tra loro. Di solito l’inizio e la fine dell’inquadratura sono delimitati più o meno nettamente, lo stacco ne designa i limiti.